Studenti vogliono essere bocciati, ma il preside risponde “Non è possibile”

Courmayeur

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11/06/2020

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Il preside: "C'è da chiedersi se dal punto di vista costituzionale vale più la libertà individuale o un'ordinanza ministeriale?

E’ stato proprio il preside di un liceo scientifico ad offrire ai suoi studenti la possibilità di chiedere di ripetere l’anno scolastico, per consolidare le proprie conoscenze, al termine di un anno ‘particolarissimo’ come quello appena concluso. Ma la proposta ha scatenato molte polemiche e un nulla di fatto.

E’accaduto ad Aosta, al Liceo scientifico Regina Maria Adelaide.

Il preside ha proposto di chiedere al consiglio di classe la bocciatura, o meglio la non promozione, ma sono intervenuti i sindacati denunciando la non applicazione dell’ordinanza ministeriale, che non prevede questa possibilità.

E così l’iniziativa del preside, Francesco Fazari, partita con buoni propositi, ha scatenato numerose proteste e la circolare è stata ritirata.

Così ha spiegato il dirigente scolastico a Repubblica:

“Due studenti ci hanno comunicato di non voler andare nella classe successiva. Uno di terza e uno di quinta che a breve dovrà fare la maturità. Il loro obiettivo era di rifare l’anno per poi proseguire con meno affanno nel percorso scolastico. Allora ci siamo chiesti cosa potevamo fare dato che l’ordinanza ministeriale non prevede questa possibilità. Ho pensato che la cosa migliore fosse di consentire alla famiglia, o direttamente al ragazzo nel caso sia maggiorenne, di chiedere al Consiglio di classe di non essere promosso. Attenzione, non era un obbligo ma una possibilità in più. La valutazione finale, ribadisco, sarebbe spettata comunque al Consiglio di classe. Essendoci l’obbligo della trasparenza negli atti della Pubblica amministrazione, ho deciso di fare una circolare per informare tutti gli studenti e tutte le famiglie.
La valutazione finale, sarebbe spettata comunque al Consiglio di classe, in completa autonomia”.

Una circolare inviata per tempo, prima degli scrutini. Quindi, continua il racconto del preside al quotidiano Repubblica:

“A questo punto si è aperto un acceso dibattito e sono intervenuti anche i sindacati. Sono stati fraintesi i nostri buoni propositi. A me nessuno ha detto nulla, nessun genitore si è lamentato, nessuna comunicazione dal ministero. Sono giunte solo le voci Qualcuno ha persino parlato di un “atto gravissimo che va contro l’ordinanza ministeriale”. Così, dopo pochi giorni, ho revocato la circolare. In questo paese non c’è la libertà di scegliere il proprio futuro – conclude – “Mi chiedo se dal punto di vista costituzionale vale più la libertà individuale o un’ordinanza ministeriale?”

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